Terme Felsinee – Bologna

felsi1Terme Felsinee
 via di Vagno 7
40133 Bologna BO

tel 051 6198484-  051 6190307

www.termefelsinee.it
termefelsinee@maretermalebolognese.it

 

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Acque Termali: Bicarbonato-solfato-calcica. Solfurea

Terme convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale : ASL INAIL 

Nel cuore della città di Bologna, le Terme Felsinee, attive da 20 anni si presentano oggi completamente riammordenate.

Grazie alla peculiarità delle acque termali, particolarmente indicate per la cura di patologie artrosiche, e malattie delle prime vie respiratorie, le Terme Felsinee propongono anche un ricco programma per il benessere.  Dai corsi di fitness con più di 15 lezioni al giorno in acqua termale, alle inalazioni, cure respiratorie, riabilitazione e dimagrimento.

Inoltre ci sono pacchetti mirati per l’ipertensione.

Siamo nella città di Bologna e le Terme Felsinee sono facilmente raggiungibili coi mezzi pubblici e rappresentano un punto di sintesi ideale tra i benefici dell’acqua termale e le meraviglie della città d’arte.

Soggiorni e Hotel
l’accoglienza alle Terme Felsinee è affidata agli hotel selezionati:

Best Western Hotel Maggiore –  tel 051.381634 www.hotel-maggiore.it

Best Western Hotel Re Enzo – tel 051. 523322 www.hotelreenzo.it

 

Cure Termali in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale:

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Bimbi in piscina termale:

le acque termali delle Terme Felsinee  permettono l’accesso dei bimbi nelle piscine, a partire da 7 anni (aperture specifiche per bimbi di tutte le età la domenica pomeriggio).

Pacchetti Benessere in promozione 

 

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Visualizza Pacchetti Benessere

 

Vacanze e Turismo a Bologna Città d’Arte

 bolognafoto di Alessandro Salomoni Bologna le principali attrazioni:
Siamo nella città con l’Università più antica del mondo, la città dei famosi portici, col meraviglioso centro storico gioiello di architettura medioevale, le due Torri la Garisenda e degli Asinelli.
La città è famosa per la cultura e la storia  dei Palazzi e le vie storiche, Chiese ed edifici religiosi,  Musei e Gallerie d’Arte, ma anche per i porticati che la contraddinguono.
Bologna la “turrita”.

Un percorso per immergersi nella Bologna medievale delle Due Torri di dantesca memoria. Delle circa 100 torri costruite a Bologna intorno al secolo XII ora ne restano 24, presenze inconfondibili di un tessuto urbano. Questo percorso di trekking permette di scoprirne 15 attraversando il centro della città in un vero e proprio percorso di trekking urbano.

Il percorso inizia da Piazza Maggiore. Si prosegue per via IV Novembre fino ad arrivare a Piazza Galileo Galilei dove si incontra la prima torre: la Torre degli Agresti. Poco distante si può osservare la Torre dei Lapi di proprietà del Comune. Da piazza Galilei si gira sulla sinistra in via Battibecco per giungere invia dei Fusari e svoltando a destra, si arriva in Piazza dei Celestini, si attraversa via D’Azeglio entrando in Corte Galluzzi dove si trova la Torre dei Galluzzi. Da Corte Galluzzi si esce attraversando Piazza Galvani, si percorre a sinistra via dell’Archiginnasio, dove si trova il Palazzo dell’Archiginnasio, fino all’incrocio con via dei Musei da dove si gira a destra in via Clavature e poi a destra in via Marchesana. Qui si trova la Torre dei Carrari. Tornando indietro su via Clavature, si gira a destra e si avanza fino ad arrivare in via Castiglione per arrivare in Piazza della Mercanzia, dove si trova Palazzo della Mercanzia, e poi ancora a destra invia Santo Stefano, si raggiunge la Torre degli Alberici. Ripercorrendo via Santo Stefano, si arriva in Piazza di Porta Ravegnana dove ci sono le Due Torri, simbolo della Bologna medievale.  Dal lato opposto della piazza si imbocca via dei Giudeie poi Vicolo San Giobbe fino a Vicolo Mandria. Qui si trova laTorre degli Uguzzoni. Continuando fino a via Oberdan, si svolta a destra e subito dopo a sinistra in via San Nicolò, poi a destra in via degli Albari e ancora a sinistra in via Albiroli per trovare la Casa-torre dei Guidozagni.
A destra su via Sant’Alò si incontra la Torre dei Prendiparte, nota come la Coronata. Arrivando fino a via Altabella si incontra laTorre degli Azzoguidi. Da via Altabella si segue per Piazza del Nettuno e passando sotto il Voltone del Podestà fino a Piazza Re Enzo si trova la Torre dei Lambertini. Usciti dal lato suPiazza del Nettuno si vede la Torre dell’Arengo. Si torna inPiazza Maggiore per l’ultima Torre quella dell’Orologio

Itinerario nel cuore della città:

Il vostro viaggio alla scoperta di Bologna inizia dalla fontana del Nettuno, uno dei simboli della città, opera dello scultore fiammingo detto Giambologna. Prima di affacciarvi sullo splendido scenario diPiazza Maggiore, fate un salto indietro nella storia dell’antica Bononia, entrando in Sala Borsa. Quello che nell’Ottocento era il centro della vita economica, oggi è uno dei luoghi della cultura cittadina: con la sua ricca biblioteca multimediale, è diventata uno dei punti di aggregazione più frequentati dai bolognesi.

Dopo avere guardato all’inizio della storia, siete pronti per proseguire il vostro viaggio entrando in Piazza Maggiore, semplicemente “la piazza” per i bolognesi. Lasciatevi sedurre dagli ampi spazi, dalla vastità su cui si elevano alcuni degli edifici che ne raccontano la storia: Palazzo D’Accursio, sede del Comune in cui sono ospitate le Collezioni Comunali d’Arte. La basilica di San Petronio, che custodisce al suo interno la meridiana più grande del mondo. Non lasciate Piazza Maggiore senza avere fatto un piccolo gioco: sotto il voltone del Podestà, tra l’omonimo palazzo e Palazzo Re Enzo, c’è un telefono senza fili che vi aspetta. Provate a sussurrare qualcosa contro uno dei quattro angoli della volta, lo sentirà chi si trova nell’angolo opposto.
Il Viaggio continua…

Percorso Bologna-San Luca

Il porticato che collega Porta Saragozza al Santuario della Madonna di San Luca è il più lungo del mondo con i suoi 3,5 km. Costituito da 666 archi, ciascuno contrassegnato da un numero progressivo: i primi 306 collegano Porta Saragozza all’Arco del Meloncello mentre gli ultimi 360 sono quelli situati nel tratto collinare che va dal Meloncello al colle della Guardia. Questi ultimi sono intervallati da 15 cappellette che illustrano il mistero del rosario.
Il percorso parte da Piazza Maggiore, passando dalla Fontana del Nettuno prosegue sul percorso pedonale di via Massimo d’Azeglio e via de’ Carbonesi, scende in via Collegio di Spagna per arrivare in via Saragozza dove, dopo aver incontratoPorta Saragozza, percorre il lungo porticato che conduce all’Arco del Meloncello. Gli ultimi 360 archi per arrivare al Colle della Guardia si snodano su via San Luca e conducono al Santuario della Beata Vergine.

Tratto da Bolognawelcom.com

 

Il Cibo: l’arte e la cultura nei piatti

 

“basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima roba della più fine, ché questa vi farà figurare” Pellegrino Artusi.

igpbologna
Bologna la”dotta”,ma anche Bologna la”grassa”.
Le eccellenza del territorio, contrassegnati dal marchio  D.O.P e IGP della Provincia: Grana Padano, Salamini Italiani alla Cacciatora, Patata di Bologna DOP , Gran Suino Padano (è una DOP transitoria), Squacquerone di Romagna, Asparago Verde di Altedo, Marrone di Castel del Rio , Mortadella Bologna, Pera dell’Emilia-Romagna, Pesca e Nettarina di Romagna, Cipolla di Medicina IGP (è una IGP transitoria). 

Tratto da provincia di bologna agricoltura

Alle eccellenze DOP, si unisce la tradizione del buongusto con ghiotti primi e secondi piatti, come

i tortellini, le lasagne, il ragù alla bolognese, i passatelli, gli involtini alla bolognese. La regina degli affettati è la Mortadella!

I vini DOC e IgT della zona di Bologna che coi loro sapori e profumi accompagnano i piatti:

Albana di Romagna, Colli Bolognesi, Colli Bolognesi Classico Pignoletto, Colli di Imola, Reno, Sangiovese di Romagna (superiore), Trebbiano di Romagna, Romagna Albana Spumante, Bianco di Castelfranco Emilia, Rubicone, Sillaro o Bianco del Sillaro, Emilia o dell’Emilia.

I vini a Denominazione di Origine Controllata della provincia di Bologna sono controllati dalla provincia di Bologna. Tratto da www.cst.provincia.bologna.it