Grand Hotel Terme Roseo – Bagno di Romagna

roseo1Grand Hotel Terme Roseo
piazza Ricasoli, 15
47021 Bagno di Romagna – FC

tel 0543 911016

www.termeroseo.it
info@termeroseo.it

 

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Acque Termali: Bicarbonato- alcalina-sulfurea ipertermale alla temperatura di 45°

Terme convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale : ASL INAIL INPS

 

Bagno di Romagna è  la perla del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Un panorama che stupisce tra la foresta e i laghi d’acqua dolce.

Al centro del Borgo, nel antico palazzo signorile dei conti Biozzi, il Grand Hotel Terme unisce alle comodità più moderne, un gusto antico di grande eleganza.

Merito di un attento restauro e delle linee armoniose dell’architettura , ma anche della calda accoglienza tosco-romagnola che in cucina diventa ricca di genuinità e gusto.

Il centro termale offre una vasta gamma di cure convenzionate con il SSN, tra cui: inalatorie, sordità rinogena, vascolari, e grotte naturali. Il Centro termale è dotato di un centro di un reparto di fisioterapia e riabilitazione.

Una piscina termale con 46 idromassaggi con acqua fluente, rigenera gli ospiti.

Il Centro Benessere e Beauty Farm offre numerose proposte, dai massaggi ai trattamenti rilassanti di coppia, al cioccolato ai fiori, orientali e di bioenergetica. Inoltre, percorsi personalizzati e concordati in base alle esigenze degli ospiti con un’equipe di medico estetico, igienista dell’alimentazione ed estetiste.

Soggiorni e Hotel
Grand Hotel Terme Roseo **** tel. 0543. 911016
L’Hotel dispone al suo interno del centro termale e della Beauty Farm, il Ristorante, sale e salotti raffinati, spazi lettura e sale meeting multimediali e un giardino interno. Dispone  di 70 accoglienti camere per un rilassante e perfetto soggiorno. A disposizione degli ospiti city bike e bastoncini Nordic Walking.

Cure Termali in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale

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Bimbi in piscina termale:

le acque termali del Grand Hotel Terme Roseo permettono l’accesso dei bimbi nelle piscine a partire da 12 anni.

Pacchetti Benessere in promozione 

 

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Visualizza Pacchetti Benessere

 

Vacanze e Turismo a Bagno di Romagna

 roseo4 Bagno di Romagna
Nel cuore della Romagna-Toscana, Bagno di Romagna è raggiungibile dalla E45 che collega Ravenna a Roma. Poche decine di chilometri lo separano da una parte, dalla costa romagnola e dall’altra, dalle città d’arte della Toscana come Arezzo e Firenze.
Bagno di Romagna è il tempio del vivere lento. La purezza degli elementi, il calore naturale delle acque, l’intensità dei sapori, la cordialità di una piccola comunità di montagna e la qualità dei servizi, celebrano in questo Borgo l’incontro della Romagna con la Toscana. 
Da non perdere a Bagno di Romagna

Bagno di Romagna ha mantenuto negli anni una dimensione minuta e preziosa, fatta di vicoli medievali, torrioni, piazzette, palazzi disegnati dalla lunga dominazione fiorentina. La piazza accoglie come uno scrigno la Basilica di S. Maria Assunta e il suo imponente campanile a torre quadrata. La pavimentazione in pietra accompagna con il suo colore chiaro, omogeneo ai palazzi che le fanno da cornice, tutto il centro storico. La via principale dove si incontra anche il Palazzo del Capitano, sede Comunale, lascia intravedere scorci suggestivi del Monte Falterona e Campigna.
Siamo nel cuore delle Foreste Casentinesi e qui si respira “aria balsamica”, “Aria di Parco”. Purezza degli elementi: aria di parco e acque ipertermali termali che sgorgano a 45 gradi.

Parco avventura Cà Gianni

Passerelle aeree, ponti tibetani, reti, liane, teleferiche tirolesi mozzafiato, altalene, tunnel, intervallati da piattaforme sospese tra gli alberi, hanno occupato le querce del bosco del laghetto vicino alla “Fattoria Ca’ di Gianni”: è il primo “Parco avventura” dell’alta valle del Savio inaugurato di recente e gestito dalla associazione H2otto Adventur.
Si tratta di 5 percorsi ludico-sportivi di diversa difficoltà (2 facili, 1 medio, 2 impegnativi) adatti sia ai bambini dai 6 anni in poi, che agli adulti.
I giochi da percorrere sugli alberi sono 40 e vanno affrontati dotati dell’apposita attrezzatura, casco, imbraco e cordini di sicura; prima di accedervi è inoltre necessaria una fase di preparazione per acquisire la comprensione delle manovre e l’uso dei moschettoni e ganci di sicurezza; i minori di 11 anni devono essere seguiti a terra da un responsabile adulto che si accerti della corretta e costante imbragatura.

Il Sentiero degli Gnomi

Il Sentiero degli Gnomi si sviluppa all’interno del Bosco dell’Armina, nei pressi del centro storico della cittadina termale di Bagno di Romagna,.

Il Sentiero, segnalato da un cartello colorato, è accessibile ad ingresso libero dai giardini pubblici della città, presso il ponte sul fiume Savio e si snoda lungo un percorso ad anello di circa 2 Km che si inerpica su per la montagna, attrezzato con ponticelli, sculture di pietra, pannelli con disegni e brani della favola che ha per protagonista lo Gnomo Mentino, sagome di animali e casette di legno.

Ideale per una passeggiata piacevole e rilassante fra natura e fantasia, il Sentiero incanterà soprattutto i più piccoli che giunti alla Radura degli Gnomi, custodi dei doni della Natura, potranno ammirare la Scuola, il Castello del Gran Consiglio, il Pozzo dei Desideri costrutito dal vecchissimo Knoc, la Biblioteca, la Locanda del Lupo Grigio e conoscere il Capo Villaggio Odino, Barin, Violetta e tanti altri compagni di Mentino a cui è anche possibile lasciare un messaggio.

Il Parco ospita diversi eventi, come le rappresentazioni dell’Associazione culturale “La Compagnia di Gnomo Mentino” e le fiaccolate notturne che tre volte l’anno illuminano il bosco del Sentiero degli Gnomi.

Tratto da comune di bagnodiromagnaturismo e italiaparchi

Itinerari nella Natura:
L’anello del Còmero
L’itinerario inizia dal Lago dei Pontini, uno dei tre laghetti alle pendici del monte Còmero. Lo si rag­giunge percorrendo la SP. 43, che da San Piero in Bagno sale verso Ac­quapartita, e imboccando poi, dopo circa 3 km, la strada sulla dx che in 2 km conduce al lago.
Dal parcheggio, ci si incammina lungo il lago, che rimane sulla nostra dx, e si sale la scali­nata che porta al Ristorante “Il Caminetto”. Oltrepassato l’edificio, iniziamo a seguire il segnavia CAI 153 che, a tratti in mezzo al bosco e a pregiate castagnete, a tratti su mulattiera, ci porta in 20 minuti circa al podere di San Cataldo o San Catale. Oltre­passando la sbarra, che chiude al traffico la sterrata che at­traversa il piccolo nucleo, si con­tinua a salire lungo il 153 per raggiungere in costante salita la vetta di Monte Testaccio (1068 slm). Il tracciato attraversa piccoli felceti, dove occorre attenzione per non perdere il sentiero, ri­conoscibile per la vegetazione calpestata. Alla fine di questo primo tratto (circa 2,5 km) una tabella riporta il toponimo Monte Testaccio e, al bivio, occorre girare decisamente a sx seguendo le indicazioni per Acquapartita. Poco dopo, circa 200 mt, si ignorano invece le indicazioni verso Acquapartita, per proseguire sempre in salita sul 153, che con un paio di ampie curve raggiunge un punto panoramico da cui è nitida la vista su San Piero in Bagno, sulla vallata del Savio solcata dal­la E45 e, più in alto, dai pascoli pianeggianti del Passo del Carnaio. Da qui il sentiero prosegue sulla dx, tornan­do quasi sui propri passi, sempre in fase di ascesa. Mancano infatti le ultime rampe che costeggiano nel tratto sommitale un recinto di filo spinato, oltre il quale si dispie­ga un ampio prato e si apre il pa­norama verso est. Siamo prossimi alla vetta del Monte Còmero a quo­ta 1353 slm segnalata da ampie radure nelle quali il segnavia si perde. Attraversando l’altipiano in ma­niera rettilinea si raggiunge il sentiero 157 che scende verso Casale e la Maestà della Biancarda. Noi invece ci teniamo alla nostra dx, fino a ritrovare i segnavia CAI che ci confortano di essere di nuo­vo sul 157, ma que­sta volta dal lato che scende per ripidi Fonte Santatornanti fino alla Fonte Santa (1102 slm). Il tracciato impiega circa 1,2 km percorribili in 30 minuti per arrivare fino alla Fonte. Sui faggi che cingono il sentiero sono riportati i segnali b/r, che però è facile perdere in corrispon­denza delle curve più strette: fate dunque attenzione e in mancanza di segnavia ritornate sui vostri passi fino a ritrovare il segnale e da esso riprendere la giusta direzione. In corrispondenza della Fonte Santa, a quota 1102, prose­guiamo sulla nostra dx calpestando le pietre del sentiero CAI 167, di­segnato sulla vecchia mulattiera del Monte Còmero. Sono circa 3,5 i km in facile discesa che riporta­no al Lago Pontini e al punto di partenza. Il tracciato è ampio, di solito ben segnalato, e punteggiato sul lato destro da alcune abitazioni rurali abitate. Occorre solo fare attenzione a mantenere la dx quando la mulattiera vera e propria si inserisce in una strada sterrata più ampia. Si mantiene la dx una prima volta, inserendosi nella strada che costeggia il podere Rivoloni e si mantiene la dx – di fatto proseguendo dritti di fronte a sé poco dopo – per percorrere la strada che arriva senza ulte­riori deviazioni al Lago Pontini, proprio dal lato dove avevamo posteg­giato l’auto e dove, durante la stagione estiva, è attiva un chiosco, circondato da imponenti alberi di castagno.
Tratto da comune di bagnodiromagnaturismo

 

 

Il Cibo: l’arte e la cultura nei piatti

“basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima roba della più fine, ché questa vi farà figurare” Pellegrino Artusi.

 

mappabagnoIn questo luogo di confine la Romagna s’incontra con la Toscana anche a tavola, con un’offerta gastronomica particolare. Una cucina semplice  e sobria, legata alla stagione.

Presidio slow food  è il raviggiolo, un Prodotto Tipico dell’alto Appennino tosco-romagnolo – è una carezza del palato: un sublime e semplice formaggio fresco da latte crudo, acidulo e leggero, bianco e morbido, da mangiare fresco.
Prelibatezza da gustare: i tortelli alla piastra.

Sulle tavole si gustano poi i prodotti di eccellenza del territorio, contrassegnati dal marchio  D.O.P e IGP della Provincia di Forlì Cesena: Grana Padano, Salamini Italiani alla Cacciatora, Patata di Bologna DOP, Squacquerone di Romagna, Cotechino di Modena, Mortadella Bologna,  Pesca e Nettarina di Romagna, Scalogno di Romagna, Vitellone Bianco dell’Appennino centrale, Agnello del Centro Italia, Formaggio di Fossa di Solignano, Olio extravergine di Oliva delle Colline di Romagna, Olio Extravergine di Oliva di Brisighella Salame Cremona, e dal 4 novembre 2014 anche la Piadina Romagnola.

Tratto da Provincia di Forli-Cesena

I vini DOC e IgT della zona che coi loro sapori e profumi accompagnano i piatti:

Albana di Romagna, Albana di Romagna Spumante, Bosco Eliceo, Colli Bolognese, Colli Bolognesi Classico Pignoletto, Colli di Romagna Centrale, Colli di Faenza, Colli di Rimini, Sangiovese di Romagna , Cagnina di Romagna, Pagadebit di Romagna, Ravenna IGT, Rubicone, Sillaro, Trebbiano di Romagna.

I vini a Denominazione di Origine Controllata della provincia sono tutelati  dalla provincia di Forli-Cesena. Tratto da Provincia di Forli Cesena